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Longobardi contro Bizantini alla battaglia dello Scultenna, 643 (MED0107)

Codice: MED0107 Categoria:

Stampa militare originale di Giuseppe Rava: i Longobardi di Rotari contro i Bizantini alla battaglia della Scultenna, 643. Edizione limitata, firmata a mano, formato SRA3. Spedizione in tutto il mondo.

Fascia di prezzo: da €23,00 a €490,00

I Longobardi alla battaglia della Scultenna, 643

Nel 643 il re longobardo Rotari affrontò l’esercito bizantino dell’esarca Isacio sulle rive del Panaro, che le fonti chiamano Scultenna. La vittoria longobarda fu netta — Paolo Diacono parla di ottomila caduti bizantini — e completò la conquista della Liguria, riducendo i possedimenti imperiali in Italia a una serie di enclave costiere collegate solo per mare.

Un regno che si stava organizzando

Rotari è lo stesso sovrano che nello stesso anno promulgò l’Editto che porta il suo nome: la prima raccolta scritta delle leggi longobarde, redatta in latino. I due fatti non sono separati. Un regno che mette per iscritto le proprie norme e che conduce campagne coordinate contro l’esarcato è un regno che ha smesso di essere una confederazione di duchi e sta diventando uno stato.

Come combattevano

L’esercito longobardo era formato da uomini liberi tenuti al servizio armato, gli arimanni, con un nucleo di cavalleria attorno al re e ai duchi. L’armamento univa tradizione germanica e influenze bizantine e romane: usbergo di maglia per chi poteva permetterselo, elmo a lamelle o a bande, scudo rotondo, spada lunga, scramasax e lancia. La ricchezza dei corredi funerari longobardi ritrovati in Italia ha permesso di ricostruire questo equipaggiamento con precisione insolita per l’epoca.

L’Italia divisa

L’opera di Giuseppe Rava ritrae uno scontro fra due mondi che convissero nella penisola per due secoli. La frontiera fra territorio longobardo e territorio bizantino non era una linea ma un intreccio di corridoi e piazzeforti; è da questa frammentazione che nascono molti dei confini regionali italiani ancora riconoscibili oggi.

La fine del regno

La conquista franca del 774 chiuse il regno ma non cancellò l’eredità longobarda: il diritto, l’organizzazione ducale e una parte consistente della toponomastica dell’Italia settentrionale e meridionale continuarono ben oltre Carlo Magno.

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