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I Bizantini battono i Turchi Selgiuchidi alla battaglia di Philomelion, 1116 (MED0115)

Codice: MED0115 Categoria:

Stampa militare originale di Giuseppe Rava: i catafratti bizantini a Philomelion, 1116, cavalleria corazzata contro gli arcieri selgiuchidi. Edizione limitata, firmata a mano, formato SRA3. Spedizione in tutto il mondo.

Fascia di prezzo: da €49,00 a €590,00

I catafratti bizantini a Philomelion, 1116

Quarantacinque anni dopo Manzicerta, l’impero bizantino non aveva ancora riconquistato l’Anatolia centrale. Alessio I Comneno condusse allora una campagna con un obiettivo diverso dalla conquista: raggiungere le popolazioni cristiane rimaste sotto il sultanato di Rum e riportarle entro i confini imperiali. Philomelion fu lo scontro che rese possibile quella evacuazione.

Che cos’era un catafratto

Il termine indica il cavaliere corazzato dalla testa ai piedi, spesso su cavallo a sua volta protetto da bardatura. Nell’esercito bizantino questa era la componente d’urto: klibanion lamellare, elmo con camaglio, protezioni per braccia e gambe, lancia e mazza. Un reparto del genere era costosissimo da equipaggiare e da mantenere, e proprio per questo il suo impiego era regolato con precisione dai manuali militari, che ne prescrivevano lo schieramento a cuneo e il momento esatto dell’urto.

La formazione a scacchiera

Ad affrontare i Selgiuchidi servivano contromisure specifiche. La cavalleria turca combatteva con l’arco a cavallo, evitando lo scontro ravvicinato e logorando l’avversario con la finta ritirata: la stessa tattica che a Manzicerta aveva distrutto l’esercito imperiale. Alessio rispose con la parataxis, una formazione difensiva compatta e mobile che racchiudeva al centro i non combattenti e i civili evacuati, con fanteria e arcieri sui lati e i catafratti pronti a caricare solo quando il nemico si avvicinava troppo.

Una battaglia vinta senza inseguire

I Selgiuchidi attaccarono ripetutamente e furono respinti ogni volta, senza che l’esercito bizantino rompesse la formazione per inseguirli — che era esattamente ciò che i turchi volevano provocare. Fu una vittoria di disciplina più che di manovra, e permise di riportare in territorio imperiale migliaia di persone.

L’ultima età dei Comneni

L’opera di Giuseppe Rava restituisce questa cavalleria pesante nel suo momento tardo, quando l’impero aveva imparato a combattere un nemico che non stava fermo. Il sistema comneno resse per un secolo, fino alla sconfitta di Miriocefalo nel 1176 e poi al 1204.

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