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La battaglia di Waterloo: l’ultimo quadrato della Vecchia Guardia (NAP0002)

Codice: NAP0002 Categoria:

Waterloo, 18 giugno 1815: la Vecchia Guardia serra il quadrato mentre tutto il resto cede. Cosa poteva davvero un quadrato di fanteria, e perché quel giorno non bastò.

Fascia di prezzo: da €23,00 a €70,00

Waterloo, 18 giugno 1815: l’ultimo quadrato della Vecchia Guardia

Colbacchi di pelo d’orso con la placca dorata, baionette inastate verso l’esterno, l’aquila e il tricolore ancora in piedi in mezzo alla formazione, un tamburino che batte, e dentro il quadrato i feriti e i morti che nessuno può portare via. Sullo sfondo, all’orizzonte, la cavalleria britannica. È la fine della giornata e la fine di un’epoca, e Giuseppe Rava la dipinge dal punto di vista di chi sta dentro la formazione.

Cosa fa un quadrato, e cosa non può fare

Il quadrato è la risposta della fanteria alla cavalleria, e funziona per una ragione meccanica prima che morale: un cavallo non si getta contro una siepe compatta di punte. Finché i ranghi restano serrati e nessuno scappa, la carica scivola attorno alla formazione senza penetrarla. Il difetto è l’altra faccia della stessa medaglia: una massa di uomini stretti spalla a spalla è il bersaglio più facile che l’artiglieria possa desiderare. Il quadrato salva dai cavalli e uccide sotto i cannoni, ed è per questo che si forma all’ultimo momento e si scioglie appena si può.

Perché quel giorno non bastò

A Waterloo la Guardia entrò in azione tardi, quando la battaglia era già compromessa e i prussiani di Blücher premevano sul fianco destro francese. I quadrati della Vecchia Guardia si trovarono così a coprire una ritirata generale, fermi, sotto il tiro dell’artiglieria britannica portata a distanza ravvicinata. Non furono sfondati dalla cavalleria: furono smontati pezzo per pezzo dai cannoni, che è una morte diversa e più lenta.

«La Garde meurt et ne se rend pas»

La frase attribuita al generale Cambronne è la più citata della battaglia ed è quasi certamente falsa. Cambronne sopravvisse — fu ferito e catturato — e negò per il resto della vita di averla pronunciata. Comparve su un giornale parigino pochi giorni dopo, quando serviva una frase da incidere. La tradizione militare francese ne conserva anche una seconda versione, una parola sola e assai più breve, che gli storici considerano più verosimile proprio perché nessuno avrebbe avuto interesse a inventarla.

L’aquila che sta in mezzo

L’insegna al centro del quadrato non è una decorazione: è l’identità giuridica del reggimento, consegnata dall’imperatore in persona, e la sua perdita è un disonore che si sconta per anni. A Waterloo pochissime unità francesi riportarono indietro la propria aquila. Difendere quell’asta significa tenere la formazione anche quando tenerla non serve più a niente sul piano tattico — ed è esattamente quello che si sta guardando.

Chi erano i «grognards»

Nella Vecchia Guardia non si entrava per merito in battaglia ma per anzianità: anni di servizio, campagne alle spalle, un’altezza minima. In cambio si aveva paga doppia, alloggio migliore e il diritto — unico in tutto l’esercito — di brontolare davanti all’imperatore, da cui il soprannome di grognards. Era il corpo che Napoleone teneva per ultimo e che impiegava di rado, perché un esercito che vede indietreggiare la Guardia ha finito di combattere. Il 18 giugno 1815 quella regola si verificò alla lettera.

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