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La battaglia delle Piramidi, 1798 (NAP0004)

Codice: NAP0004 Categoria:

Piramidi, 21 luglio 1798, vista da dietro la carica dei mamelucchi: i migliori cavalieri del mondo contro un muro di fanteria che non si apre.

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La battaglia delle Piramidi, 21 luglio 1798

Turbanti, vesti cremisi bianche e verdi, sciabole curve alzate, cavalli bardati d’oro — e oltre di loro, piccoli e grigi nella foschia di calore, i quadrati francesi che sparano a scariche, con le piramidi all’orizzonte. Stiamo guardando da sopra la spalla di chi sta per perdere, ed è quello che rende questa tavola più utile di una carta topografica.

Chi erano i mamelucchi

Una casta militare di origine servile che governava l’Egitto da secoli sotto una sovranità ottomana ormai nominale, e che si rinnovava per acquisto invece che per nascita. Individualmente erano probabilmente i migliori cavalieri del mondo: cavalcavano magnificamente, si armavano a proprie spese con equipaggiamenti splendidi, ognuno con il suo seguito di servitori e di uomini armati. Quello che non erano è un esercito. Erano una confederazione di campioni.

Il muro che non si apre

Bonaparte dispose le divisioni in grandi quadrati, cannoni agli angoli, salmerie e stato maggiore all’interno, e aspettò. Una carica di cavalieri individuali contro una formazione che resta chiusa non può ottenere niente: non c’è varco da sfruttare, non c’è fianco da girare, e ogni secondo passato davanti a quel muro è un secondo passato sotto il fuoco. I mamelucchi caricarono con un coraggio enorme e furono distrutti da una tecnica, non da uomini migliori.

L’eccellenza contro il coordinamento

È questo il vero soggetto. Il sistema mamelucco produceva il miglior guerriero singolo sul campo. Il sistema francese produceva uomini che, presi uno per uno, erano molto meno impressionanti — coscritti, mal nutriti, molti malati — ma che si muovevano come un oggetto solo e ricaricavano al comando. In quel pomeriggio stanno due secoli di storia militare compressi: il momento in cui quello che sa fare un uomo smette di contare più di quello che sa fare una formazione.

La frase, e la cautela

«Soldati, quaranta secoli vi guardano» è la battuta che sanno tutti. È riportata in forme diverse e nessuna di esse è contemporanea ai fatti: va presa come tradizione, non come documento. Peccato, perché è una bella frase e descrive esattamente cosa ci fanno le piramidi in questo quadro.

Cosa è sopravvissuto alla campagna

Militarmente la spedizione d’Egitto fallì: la flotta fu distrutta ad Abukir poche settimane dopo e l’esercito rimase tagliato fuori. Sopravvisse l’altra metà. Bonaparte aveva portato con sé studiosi, ingegneri e disegnatori; fondarono l’Institut d’Égypte, produssero la Description de l’Égypte e riportarono alla luce a Rosetta una lastra di basalto che avrebbe restituito al mondo la capacità di leggere i geroglifici. La spedizione perse la guerra e fondò l’egittologia.

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