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Carica di cosacchi nella neve, campagna di Russia (NAP0090)

Codice: NAP0090 Categoria:

Cosacchi a cavallo nella neve, con la lunga lancia e il berretto di pelliccia. Non erano cavalleria da battaglia campale: erano quello che rese impossibile la ritirata.

Fascia di prezzo: da €23,00 a €70,00

Cosacchi nella neve, con la lancia

Tre cavalieri fra gli abeti, sulla neve fresca: berretti di pelliccia con la calotta colorata, cappotti di taglio diverso l’uno dall’altro — uno viola, uno bruno bordato di pelo, uno azzurro — sciabola al fianco e in pugno la lunga lancia dall’asta blu. Nessuno di loro porta un’uniforme nel senso in cui la porta un dragone francese, ed è esattamente il punto.

Non erano cavalleria regolare

I cosacchi erano cavalleria irregolare reclutata su base comunitaria — il Don, gli Urali, il Bug — che serviva sotto i propri atamani, si equipaggiava da sé e integrava la paga con il diritto di preda. Contro fanteria in quadrato o cavalleria pesante in ordine chiuso valevano poco, e i comandanti russi lo sapevano. Il loro impiego non era lo scontro, era tutto il resto: schermare, esplorare, tagliare i corrieri, colpire i convogli, non far dormire un esercito.

La lancia, che è un’arma economica

L’asta lunga tenuta a due mani non richiede l’addestramento di anni che serve per usare bene la sciabola da cavallo, e tiene a distanza un uomo appiedato o disordinato. È l’arma giusta per chi insegue, non per chi sfonda. Contro una colonna in ritirata, con i fianchi scoperti e i cavalli morti, funzionava con una regolarità spaventosa.

Cavalli che mangiano quello che trovano

È il dettaglio che decide la campagna del 1812 più di qualunque battaglia. I cavalli della steppa sono piccoli, resistenti e abituati a foraggiarsi da soli; quelli francesi erano animali grossi, selezionati, che avevano bisogno di avena e di riposo. La cavalleria della Grande Armata non fu distrutta in combattimento: morì di fame e di gelo, e quando non ci fu più, l’esercito perse gli occhi e le orecchie proprio mentre attraversava mille chilometri di terra ostile.

Perché la ritirata diventò una disfatta

Fra Mosca e la Beresina i cosacchi di Platov e i distaccamenti partigiani non combatterono quasi mai una battaglia: si limitarono a rendere impossibile fermarsi. Chi restava indietro non tornava, i foraggiatori non rientravano, i convogli sparivano. Un esercito che non può fermarsi a mangiare è un esercito che si consuma da solo — e questa scheda racconta gli uomini che quel meccanismo lo azionavano.

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