Bersaglieri nella seconda guerra d’indipendenza (XIX0011)
Stampa d’arte militare ottocentesca originale di Giuseppe Rava: i bersaglieri nella seconda guerra d’indipendenza, 1859 — vaira piumata, carabina rigata e il corpo addestrato a combattere di corsa. Edizione limitata, firmata a mano, formato SRA3. Spedizione mondiale.
€23,00 - €490,00Fascia di prezzo: da €23,00 a €490,00
I bersaglieri: la fanteria che combatte di corsa
Nessun altro corpo in Europa fu costruito attorno all’idea che la fanteria dovesse muoversi correndo. I bersaglieri furono fondati nel 1836 da Alessandro Ferrero della Marmora, ufficiale dell’esercito sardo che voleva un corpo di tiratori scelti capace di coprire il terreno più rapidamente della fanteria di linea, combattere in ordine sparso ed esplorare in avanti rispetto alla colonna. Alla seconda guerra d’indipendenza del 1859 erano le truppe più riconoscibili della penisola.
Il cappello e le piume
La vaira a larghe tese con il piumetto di penne di gallo cedrone è il copricapo più riconoscibile della storia militare italiana, e fu pratico prima che ornamentale: la tesa riparava gli occhi durante la mira, e la massa di piume doveva spezzare la sagoma della testa e attutire un colpo di sciabola. Le piume si portano sulla destra per non impacciare il fucile quando viene portato alla spalla.
Addestrati a correre
I regolamenti di La Marmora prescrivevano la corsa come passo ordinario, non come scatto per le emergenze: un bersagliere doveva coprire distanze di trotto a pieno carico, e il corpo addestrava i propri trombettieri a suonare correndo — è la ragione per cui ancora oggi le fanfare dei bersaglieri si esibiscono di corsa. Il reclutamento privilegiava i tiratori delle zone montane, e il corpo ricevette carabine rigate quando la maggior parte della fanteria europea portava ancora armi ad anima liscia.
Il 1859 e quello che venne dopo
Nella seconda guerra d’indipendenza i bersaglieri combatterono a Palestro e lungo tutta la campagna di Lombardia a fianco dei francesi, coprendo l’avanzata e tenendo il terreno contro i contrattacchi austriaci. Undici anni più tardi, il 20 settembre 1870, furono i bersaglieri a entrare a Roma dalla breccia di Porta Pia: l’atto che completò l’unificazione italiana e diede al corpo il suo posto stabile nel racconto nazionale.
L’opera originale di Giuseppe Rava
Giuseppe Rava ricostruisce il bersagliere della campagna del 1859 a partire dalle uniformi conservate e dalle fotografie d’epoca: la vaira con il piumetto, la corta giubba turchina con il colletto cremisi, i pantaloni grigio-azzurri, la carabina rigata e il correggiato di cuoio. I dettagli di taglio e mostrine seguono i regolamenti in vigore durante la guerra, non l’uniforme cerimoniale posteriore.
Stampa fine art in edizione limitata, firmata a mano dall’artista, formato SRA3 su carta fine art. Spedizione in tutto il mondo.
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