Gli Zuavi francesi attaccano a Solferino, 1859 (XIX0012)
Stampa d’arte militare originale di Giuseppe Rava: gli zuavi francesi all’attacco a Solferino, 24 giugno 1859 — la fanteria d’assalto dell’Armée d’Afrique contro il centro austriaco. Edizione limitata, firmata a mano, formato SRA3. Spedizione mondiale.
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Gli zuavi francesi all’attacco a Solferino, 24 giugno 1859
La battaglia di Solferino fu il più grande scontro combattuto in Europa fra Lipsia e la Prima guerra mondiale. Al centro dello schieramento austriaco, verso il cimitero e l’abitato, salirono gli zuavi: giubba corta aperta, ampi calzoni rossi alla turca, fascia e chéchia, un aspetto ripreso dall’abbigliamento nordafricano e conservato perché era ormai diventato un’identità.
Da dove veniva quel corpo
Gli zuavi furono costituiti in Algeria nel 1830, all’inizio con reclute cabile della tribù degli Zwawa, e nel giro di pochi anni divennero interamente francesi per composizione pur mantenendo il nome e l’uniforme. Nel 1859 erano tre reggimenti più gli zuavi della Guardia Imperiale. Erano fanteria d’assalto: reclutati fra volontari e vecchi soldati, addestrati a muoversi rapidamente in ordine sparso e a chiudere alla baionetta, con una fama sproporzionata rispetto al loro numero — al punto che due anni dopo, in America, reggimenti volontari nordisti e sudisti ne copiarono l’uniforme di sana pianta.
La battaglia
Solferino non fu pianificata. Il 24 giugno gli eserciti franco-piemontese e austriaco, ciascuno di circa centocinquantamila uomini, si urtarono per caso su un fronte di una quindicina di chilometri e combatterono l’intera giornata sotto il sole di giugno. Il centro francese del maresciallo Baraguey d’Hilliers passò il pomeriggio a conquistare la collina fortificata e il cimitero di Solferino, dove gli austriaci tenevano muri, case e una torre. La posizione cadde nel tardo pomeriggio; un temporale pose fine ai combattimenti.
Che cosa ne uscì
Le perdite furono enormi e i servizi sanitari di entrambi gli eserciti vennero travolti. Un uomo d’affari svizzero, Henry Dunant, che si trovava per caso nella zona, organizzò i soccorsi civili nella chiesa di Castiglione e scrisse poi *Un souvenir de Solférino*, sostenendo la necessità di società di soccorso volontarie permanenti e di una convenzione a tutela dei feriti. Nel 1863 nacque il Comitato internazionale della Croce Rossa, nel 1864 la prima Convenzione di Ginevra.
E per l’Italia
Solferino e San Martino decisero la seconda guerra d’indipendenza. Nel giro di poche settimane l’armistizio di Villafranca assegnò la Lombardia al Piemonte; i ducati centrali votarono l’annessione; la primavera successiva Garibaldi salpò per la Sicilia. Il Regno d’Italia fu proclamato nel 1861.
L’opera originale di Giuseppe Rava
Giuseppe Rava ricostruisce l’assalto con l’equipaggiamento del 1859: la chéchia e i calzoni alla turca dello zuavo, le buffetterie di cuoio bianco, il fucile Minié con la lunga sciabola-baionetta yatagan, le giubbe bianche austriache sulla posizione difesa più in alto. Il dettaglio delle uniformi segue le tavole regolamentari e i capi superstiti, non le versioni romanzate prodotte più tardi.
Stampa fine art in edizione limitata, firmata a mano dall’artista, formato SRA3 su carta fine art. Spedizione in tutto il mondo.
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