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Rorke’s Drift (XIX0020)

Codice: XIX0020 Categoria:

Stampa d’arte militare originale di Giuseppe Rava: Rorke’s Drift, 22-23 gennaio 1879 — la difesa della stazione missionaria da parte della compagnia B del 24° Reggimento contro il corpo zulu uNdi. Edizione limitata, firmata a mano, formato SRA3. Spedizione mondiale.

Fascia di prezzo: da €23,00 a €70,00

Rorke’s Drift, 22-23 gennaio 1879

Circa centocinquanta soldati britannici, più di trenta dei quali malati, difesero una stazione missionaria sul fiume Buffalo contro tre o quattromila guerrieri zulu per un pomeriggio, una notte intera e parte del mattino successivo. Rorke’s Drift fruttò undici Victoria Cross, il numero più alto mai assegnato per una singola azione, e avvenne perché poche ore prima si era consumata una sconfitta molto peggiore.

Il giorno prima di quella notte

La mattina del 22 gennaio la colonna britannica principale era stata annientata a Isandlwana, sedici chilometri più a est, con oltre milletrecento morti. La riserva zulu — il corpo uNdi del principe Dabulamanzi kaMpande, rimasto fuori dal combattimento — attraversò il confine del Natal contro le disposizioni del re e puntò sul deposito di rifornimenti al guado. Il presidio, la compagnia B del 2° battaglione del 24° Reggimento agli ordini del tenente Gonville Bromhead e dell’ufficiale del genio John Chard, apprese l’accaduto dai superstiti che passavano a cavallo.

Sacchi di granturco e casse di gallette

I difensori scelsero di restare e fortificarsi invece di fuggire con un ospedale pieno di degenti. Costruirono un perimetro con sacchi di granturco e casse di gallette collegando il magazzino all’ospedale e, quando il perimetro si rivelò troppo esteso da tenere, ripiegarono dietro un muro interno. L’ospedale fu incendiato e i pazienti evacuati stanza per stanza attraverso le pareti divisorie, combattendo corpo a corpo. La pesante cartuccia .577/450 del fucile Martini-Henry fu decisiva a distanza ravvicinata, ma le canne si surriscaldarono e si incrostarono nel corso della notte.

Perché quella guerra fu combattuta

La guerra anglo-zulu non fu imposta alla Gran Bretagna. Sir Bartle Frere, alto commissario, nel dicembre 1878 presentò al re zulu Cetshwayo un ultimatum che sapeva impossibile da accettare — comprendeva lo scioglimento del sistema militare zulu — perseguendo un progetto di confederazione che il governo di Londra non aveva autorizzato. L’invasione cominciò a gennaio. L’ordine permanente di Cetshwayo ai suoi comandanti era di difendere, non di sconfinare nel Natal.

Undici croci

L’entità delle decorazioni è discussa dagli storici da allora: una piccola difesa riuscita, pubblicizzata con enfasi, controbilanciò sulla stampa britannica l’umiliazione di Isandlwana esattamente nel momento in cui il governo ne aveva bisogno. Questo non toglie nulla a ciò che il presidio fece. I difensori uccisi furono una quindicina; le perdite zulu al guado si contarono a diverse centinaia.

L’opera originale di Giuseppe Rava

Giuseppe Rava ricostruisce la difesa a partire dalla documentazione: le giubbe di panno rosso e i caschi coloniali del 24°, privati dei fregi e segnati dalla campagna, il Martini-Henry con la baionetta a ghiera, la barricata di sacchi, e dalla parte zulu la corta lancia da urto iklwa e lo scudo di pelle bovina. Armi, abbigliamento e disposizione del posto seguono le testimonianze superstiti e non l’illustrazione posteriore.

Stampa fine art in edizione limitata, firmata a mano dall’artista, formato SRA3 su carta fine art. Spedizione in tutto il mondo.

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