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Esercito piemontese 1848-49 (XIX0049)

Codice: XIX0049 Categoria:

Stampa d’arte militare ottocentesca originale di Giuseppe Rava: l’esercito piemontese del 1848-49 — la prima guerra d’indipendenza, da Pastrengo a Novara. Edizione limitata, firmata a mano, formato SRA3. Spedizione mondiale.

€23,00

Esercito piemontese 1848-49: il primo tentativo

Nel marzo del 1848 Carlo Alberto di Savoia dichiarò guerra all’Austria, e per la prima volta uno stato italiano combatté per l’unificazione della penisola invece che per un vantaggio dinastico. La prima guerra d’indipendenza durò, con un armistizio nel mezzo, fino al marzo del 1849. Fu perduta — due volte — e pose le fondamenta di tutto ciò che venne dopo.

L’esercito di un piccolo regno

L’esercito sardo del 1848 schierava circa sessantamila uomini contro una forza austriaca al comando di Radetzky, inferiore di numero ma con uno stato maggiore migliore e un comando incomparabilmente superiore. La fanteria portava la giubba turchina e lo shakò; i granatieri, la brigata di Guardia, i reggimenti di linea piemontesi e i bersaglieri di La Marmora — istituiti soltanto dodici anni prima — formavano una forza che a livello di reparto combatté bene e che ai livelli superiori fu diretta male. Carlo Alberto assunse personalmente il comando sul campo, ed è il problema centrale di quella guerra: era un sovrano, non un generale.

Custoza e Novara

L’avanzata iniziale portò i piemontesi oltre il Mincio e alle vittorie di Pastrengo e Goito. Poi Radetzky si riprese, concentrò le forze e batté i piemontesi dispersi a Custoza nel luglio del 1848; Milano cadde nel giro di poche settimane. L’armistizio resse fino al marzo del 1849, quando Carlo Alberto riprese le ostilità e fu sconfitto in modo definitivo a Novara in tre giorni. Abdicò sul campo la notte stessa in favore del figlio, Vittorio Emanuele II.

Perché quella sconfitta contò

La guerra del 1848-49 stabilì tre cose che determinarono il decennio successivo. Dimostrò che il Piemonte non poteva cacciare l’Austria da solo, il che spinse Cavour a cercare l’alleanza francese che produsse il 1859. Fece dei Savoia il campione militare riconosciuto della causa nazionale. E abdicando invece di trattare, Carlo Alberto lasciò al figlio un trono con lo Statuto albertino ancora in vigore, l’unica delle costituzioni concesse nel 1848 in Italia a sopravvivere. Quel documento restò la base dello stato italiano fino al 1948.

L’opera originale di Giuseppe Rava

Giuseppe Rava ricostruisce il soldato piemontese del 1848-49 a partire dalle uniformi conservate e dai regolamenti: la giubba turchina, lo shakò con la placca reggimentale, le bandoliere bianche incrociate, il fucile a percussione e il tricolore con lo scudo sabaudo, che comparve in quella guerra e divenne la bandiera d’Italia.

Stampa fine art in edizione limitata, firmata a mano dall’artista, formato SRA3 su carta fine art. Spedizione in tutto il mondo.

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