DAK, Deutsches Afrika Korps (XX0045)
Stampa d’arte militare del Novecento originale di Giuseppe Rava: il Deutsches Afrika Korps in Africa settentrionale, 1941-43. Edizione limitata, firmata a mano, formato SRA3. Spedizione mondiale.
€23,00
Il Deutsches Afrika Korps, 1941-43
L’Afrika Korps fu costituito nel febbraio del 1941 come forza di sbarramento. Il compito originario era limitato: impedire il crollo della posizione italiana in Libia dopo che l’offensiva britannica dell’inverno precedente aveva distrutto la Decima Armata. Arrivò come due divisioni al comando di Erwin Rommel e restò in Africa settentrionale due anni, su un fronte che si spostò avanti e indietro lungo millecinquecento chilometri di costa.
Una guerra governata dai rifornimenti
La campagna nordafricana fu decisa meno dalla manovra che dal carburante e dal naviglio. Ogni litro di benzina che raggiungeva il fronte aveva attraversato il Mediterraneo sotto attacco aereo e poi percorso centinaia di chilometri su strada da Tripoli o Bengasi. Le avanzate tendevano a superare le proprie linee di rifornimento e a fermarsi; chi si era appena ritirato si ritrovava più vicino alle proprie basi e contrattaccava. È quel ritmo, più di qualunque dottrina tattica, a spiegare i ribaltamenti ripetuti fra Egitto e Cirenaica.
Le condizioni
Il deserto imponeva un proprio regime: temperature oltre i cinquanta gradi, tempeste di sabbia che fermavano del tutto le operazioni, polvere che distruggeva motori e armi, acqua razionata a pochi litri al giorno per uomo. Le uniformi furono modificate sul posto quasi da subito: giubbe tropicali abbandonate, pantaloni corti e capi britannici di preda adottati, copricapi sostituiti con qualunque cosa funzionasse. In alcuni periodi la dissenteria e l’itterizia causarono più perdite dei combattimenti.
La fine in Africa
Dopo El Alamein, nel novembre del 1942, e gli sbarchi alleati in Marocco e Algeria, le forze dell’Asse in Africa furono compresse in Tunisia fra due eserciti. La resa del maggio 1943 costò circa duecentocinquantamila prigionieri, tedeschi e italiani: una perdita paragonabile per dimensioni a Stalingrado tre mesi prima.
L’opera originale di Giuseppe Rava
Giuseppe Rava ricostruisce il soldato tedesco in Africa settentrionale a partire dalle fotografie e dai reperti: l’uniforme tropicale sbiadita quasi al bianco dal sole e dai lavaggi, il casco coloniale presto abbandonato in favore del berretto da campo, gli occhialoni e la sciarpa antipolvere, e la mescolanza di equipaggiamento tedesco, italiano e britannico di preda che caratterizzò quel teatro.
Stampa fine art in edizione limitata, firmata a mano dall’artista, formato SRA3 su carta fine art. Spedizione in tutto il mondo.
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