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Gli ultimi istanti del Console Romano Caio Flaminio Nepote alla battaglia del Lago Trasimeno (ROM0266)

Codice: ROM0266 Categoria:

Stampa d’arte militare romana originale di Giuseppe Rava: la morte del console Gaio Flaminio alla battaglia del lago Trasimeno, 217 a.C., la più grande imboscata di Annibale. Edizione limitata, firmata a mano, formato SRA3. Spedizione in tutto il mondo.

Fascia di prezzo: da €23,00 a €590,00

La battaglia del lago Trasimeno, 217 a.C.: l’imboscata perfetta di Annibale

In una mattina nebbiosa del giugno 217 a.C. un esercito consolare romano di circa trentamila uomini avanzò lungo la sponda settentrionale del lago Trasimeno e scomparve. Quello che accadde nelle tre ore successive non fu una battaglia in senso convenzionale: fu l’imboscata più completa mai riuscita contro un esercito romano in campo, e costò a Roma un console.

La strada verso il lago

Annibale aveva valicato l’Appennino in primavera e si era aperto la strada attraverso le paludi allagate dell’Arno, una marcia che gli costò gran parte delle salmerie e, secondo le fonti, la vista di un occhio. Sbucato in Etruria, cominciò a incendiare sistematicamente le campagne: non per bottino, ma come provocazione.

Il destinatario della provocazione era Gaio Flaminio Nepote, console per la seconda volta, accampato ad Arezzo. Flaminio era un outsider nella politica romana, un uomo che doveva la carriera all’assemblea popolare più che al Senato, e Annibale ne aveva valutato correttamente il carattere. Invece di attendere che il collega Gneo Servilio Gemino lo raggiungesse, Flaminio levò il campo e si mise all’inseguimento della colonna cartaginese.

La trappola si chiude

Il terreno scelto da Annibale era uno stretto corridoio fra il lago e le alture, nei pressi dell’odierna Tuoro sul Trasimeno. Dispose la fanteria iberica e africana sull’altura che chiudeva il fondo della stretta, bene in vista, come esca. Lungo i pendii boscosi alla sinistra romana nascose i Galli e la cavalleria, distesi per tutta la lunghezza del percorso di marcia.

I Romani entrarono in colonna all’alba, con una nebbia tanto fitta che le due estremità del loro stesso schieramento non si vedevano. Al segnale, l’attacco piombò sul fianco lungo l’intera colonna nello stesso momento. Non c’era spazio per passare dalla colonna alla linea, non c’era tempo per formare un ordine di battaglia e non c’era via di ritorno: la retroguardia era sigillata e il lago stava a destra. Si combatté in gruppi isolati là dove ciascuno si trovava; altri entrarono in acqua con l’armatura addosso e annegarono.

La morte del console

Flaminio combatté nella calca con la sua scorta finché non fu riconosciuto. Livio dà un nome al suo uccisore: Ducario, cavaliere degli Insubri, un popolo gallico nel cui territorio il console aveva combattuto anni prima e che aveva un conto personale da saldare. È questo l’istante che Giuseppe Rava ha scelto di illustrare: il comandante sopraffatto, le insegne che cadono, un esercito che si dissolve attorno a un uomo che ha appena compreso la misura del proprio errore.

Quella mattina morirono circa quindicimila Romani. Le perdite cartaginesi furono fra millecinquecento e duemilacinquecento uomini, in gran parte Galli. Alcuni toponimi attorno al campo di battaglia — Sanguineto, Ossaia — sono legati dalla tradizione alla strage, anche se le etimologie restano discusse.

Le conseguenze

A Roma la notizia arrivò senza attenuazioni: il pretore annunciò al popolo riunito che si era perduta una grande battaglia. Nel giro di pochi giorni la Repubblica sospese il governo ordinario e nominò dittatore Quinto Fabio Massimo. La strategia di logoramento e di rifiuto dello scontro campale che ne seguì — pedinare Annibale senza mai accettare battaglia, da cui il soprannome Cunctator, il Temporeggiatore — fu la conseguenza diretta di ciò che accadde sulla riva del Trasimeno.

Sulla stampa

Giuseppe Rava ricostruisce armi, insegne, emblemi scudati e terreno sulla base delle fonti antiche e dell’archeologia del campo di battaglia di Tuoro. La tavola è prodotta come stampa fine art su cartoncino martellato avorio, formato SRA3, in edizione limitata firmata a mano. Della stessa immagine è disponibile la licenza digitale ad alta risoluzione per uso web e video.

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