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La battaglia di Trafalgar: la HMS Belleisle non ammaina, 1805 (NAP0232)

Codice: NAP0232 Categoria:

Trafalgar, 21 ottobre 1805: la Belleisle completamente disalberata continua a sparare, con la bandiera issata su un moncone perché si veda che non si è arresa.

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Trafalgar, 21 ottobre 1805: la Belleisle non ammaina

Vele bucate da parte a parte, una nave britannica al centro ridotta a monconi con la bandiera ancora alzata, spagnoli a sinistra e francesi a destra, colonne d’acqua dei colpi corti, e in primo piano relitti e naufraghi aggrappati a un rottame. Non è una linea di battaglia ordinata: è la mischia in cui Nelson voleva finire fin dall’inizio.

Rompere la linea, e cosa costa

La tattica navale del Settecento prevedeva due linee parallele che si cannoneggiavano. Nelson fece l’opposto: attaccò perpendicolarmente, in due colonne, per spezzare la formazione avversaria e trasformare la battaglia in una serie di duelli ravvicinati. Il prezzo è nell’avvicinamento: per mezz’ora abbondante le navi di testa avanzano a due o tre nodi senza poter rispondere, ricevendo per la prora bordate che percorrono il ponte per tutta la lunghezza. È il calcolo deliberato di chi sa che nella mischia vincerà.

Perché nella mischia vincevano gli inglesi

Per velocità di tiro, non per numero di cannoni. Un equipaggio britannico ben addestrato sparava due o tre bordate nel tempo in cui l’avversario ne sparava una: acciarini a percussione invece della miccia lenta, esercizio quotidiano ai pezzi, squadre che restavano insieme per anni. In un duello a distanza di pistola quella differenza si accumula in pochi minuti e diventa decisiva.

Una nave senza alberi che continua a combattere

La Belleisle seguì la Royal Sovereign nella colonna sottovento e fu l’unica nave britannica completamente disalberata nella battaglia. Senza vele non si manovra e non ci si sottrae: restò dov’era, circondata, sparando con i pezzi che poteva ancora servire. La bandiera issata su quello che restava dell’alberatura non era retorica ma un messaggio operativo: finché sventola, la nave non si è arresa, e chi le sta intorno deve continuare a combatterla invece di prenderne possesso.

Cosa cambiò davvero

Trafalgar non impedì a Napoleone di vincere per terra — sei settimane dopo c’era Austerlitz. Ma chiuse definitivamente il progetto d’invasione dell’Inghilterra e spostò la guerra su un altro terreno: il blocco continentale, cioè l’economia. Da quel momento la Francia combatte la Gran Bretagna con i dazi e i porti chiusi, ed è quella scelta, non una battaglia, a trascinarla in Spagna e in Russia.

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