L’inizio della battaglia di Leignitz, 9 aprile 1241 (MED0104)
Stampa militare originale di Giuseppe Rava: l’invasione mongola dell’Europa e la battaglia di Legnica, 1241, arcieri a cavallo contro cavalieri occidentali. Edizione limitata, firmata a mano, formato SRA3. Spedizione in tutto il mondo.
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L’invasione mongola dell’Europa: la battaglia di Legnica, 1241
Il 9 aprile 1241 una forza mongola guidata da Baidar e Kadan distrusse l’esercito di Enrico II il Pio, duca di Slesia, presso Legnica. Due giorni dopo, seicento chilometri più a sud, un secondo esercito mongolo annientava gli ungheresi a Mohi. Le due vittorie erano coordinate: l’Europa aveva di fronte un esercito capace di operare su assi separati e di convergere secondo un calendario stabilito, cosa che nessun comando occidentale era organizzato per fare.
Un esercito costruito sul movimento
La forza mongola stava nell’arco a cavallo, nei cavalli di ricambio che consentivano cento chilometri al giorno, e in un sistema di comando in grado di trasmettere ordini su distanze enormi. Il metodo abituale non era la carica frontale ma il logoramento seguito dalla finta ritirata: attirare la cavalleria pesante avversaria all’inseguimento, spezzarne la coesione, quindi accerchiarla. A Legnica funzionò esattamente così contro i contingenti slesiani, polacchi e templari.
Ciò che gli eserciti europei non sapevano fare
I cavalieri che li affrontavano erano individualmente meglio corazzati e, nel corpo a corpo, temibili. Ma non avevano risposta contro un avversario che rifiutava il contatto, e la loro esplorazione era insufficiente perfino a sapere dove fossero le colonne mongole. Enrico II fu ucciso e la sua testa esibita su una picca davanti alle mura di Legnica.
Il ritiro che salvò l’Europa
L’invasione si fermò non per una sconfitta ma per una notizia arrivata da Karakorum: il gran khan Ögödei era morto nel dicembre 1241, e i comandanti si ritirarono verso oriente per la successione. Gli storici discutono ancora quanto peso attribuire a questo fattore — anche le difficoltà di rifornimento nella pianura ungherese e la distanza dal centro dell’impero contarono. È certo però che nessun esercito europeo li aveva fermati.
L’equipaggiamento
Giuseppe Rava ricostruisce il confronto fra due mondi militari: maglia e grande elmo occidentali contro corazza lamellare, arco composito e cavalleria leggera mongola. È un contrasto di sistemi più che di soldati.
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