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Bersaglieri italiani in Libia, Seconda guerra mondiale (XX0018)

Codice: XX0018 Categoria:

Bersaglieri italiani nel deserto occidentale — fanteria celere in un teatro dove la velocità la davano i motori, e un esercito con dottrina e mezzi disallineati.

Fascia di prezzo: da €49,00 a €490,00

Bersaglieri nel deserto occidentale

Bersaglieri italiani in Libia durante la Seconda guerra mondiale. Il corpo era nato come fanteria celere — uomini scelti e addestrati per muoversi più in fretta dei reggimenti di linea — e il Nordafrica era un teatro in cui il movimento decideva quasi tutto. Le due cose andarono d’accordo meno di quanto sarebbe stato lecito attendersi.

Fanteria celere in una guerra di motori

Nel deserto la velocità la davano i motori, non le gambe. Una forza che non riusciva a caricare la propria fanteria sugli autocarri si muoveva al passo degli uomini a piedi mentre l’avversario si muoveva al passo dei veicoli, e in terreno aperto quella differenza decide chi sceglie dove si combatte. Solo una minoranza dei reparti italiani in Nordafrica era completamente motorizzata: i battaglioni bersaglieri aggregati alle divisioni corazzate e motorizzate erano fra quelli che lo erano.

Distanze, acqua e carburante

La fascia costiera fra Tripoli e il confine egiziano supera i 1.500 chilometri, con poche strade e quasi nessuna acqua nell’interno. Ogni avanzata allungava la linea di rifornimento che la alimentava: è la ragione per cui in questo teatro il fronte percorse avanti e indietro lo stesso terreno quattro volte, ogni volta perché uno dei due contendenti aveva superato la propria logistica.

Cosa racconta l’uniforme

Il cachi coloniale, il casco e la sahariana sostituirono il grigio-verde europeo, ma il piumetto di penne nere di gallo cedrone restò, portato sul casco invece che sul cappello. È l’unico elemento dell’aspetto del bersagliere sopravvissuto a ogni cambio di uniforme dal 1836 in poi.

Come si legge questa campagna

L’esercito italiano in Libia viene ricordato soprattutto per le sue sconfitte, che furono reali e pesanti. Quello che la documentazione mostra altrettanto chiaramente è un esercito chiamato a combattere una guerra meccanizzata con un ordinamento pensato per un’altra: uno scarto fra dottrina e mezzi, più che fra gli uomini che imbracciavano i fucili.

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