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Sanniti e guerrieri italici: la corazza a tre dischi (EVA0055)

Codice: EVA0055 Categoria:

Quattro guerrieri dell’Italia preromana: perché la corazza a tre dischi è una scelta tattica e non un ripiego, a cosa servono le penne sull’elmo, e cosa Roma imparò dai Sanniti.

Fascia di prezzo: da €23,00 a €70,00

Guerrieri italici: quattro modi di armarsi nell’Italia prima di Roma

Quattro uomini in fila, e nessuno armato come l’altro: elmi a cresta, elmi con penne aperte a raggiera, scudi tondi e scudi ovali, e sulla destra il pezzo che identifica un popolo intero — la corazza a tre dischi. Non è una parata: è un promemoria del fatto che l’Italia del IV secolo a.C. non era una cosa sola, e che ognuno di questi popoli aveva la propria idea di come si combatte.

La corazza a tre dischi non è una corazza povera

Tre piastre di bronzo tenute da cinghie: coprono il cuore e poco altro. Confrontata con una corazza greca a campana sembra un ripiego, e non lo è. Protegge il minimo indispensabile e lascia libero tutto il resto, perché questi uomini combattevano sugli Appennini — su pendii, in boschi, dentro valli strette — dove il peso uccide più delle ferite. È una scelta tattica travestita da economia.

Le penne servono a essere più alti

L’elmo con le penne infilate ai lati non è ornamento gratuito: aumenta la statura apparente di chi lo porta, che in una linea di battaglia dove tutti si guardano prima di scontrarsi vale qualcosa. Gli stessi popoli che rifiutano la corazza pesante spendono in altezza — e la cosa dice come intendevano il combattimento: una faccenda di individui che si affrontano, non di un muro che avanza.

Roma imparò a combattere da loro

Le guerre sannitiche furono tre e durarono mezzo secolo. Roma cominciò quella guerra schierando una falange all’oplitica e la finì con il sistema manipolare — cioè con reparti piccoli, autonomi, capaci di muoversi su terreno rotto. Non è una coincidenza: la falange sugli Appennini non funziona, e chi te lo insegna è chi ci vive.

Le Forche Caudine

Nel 321 a.C. un esercito consolare intero fu chiuso in una gola e costretto ad arrendersi senza combattere, e a passare sotto il giogo. È la peggiore umiliazione militare di Roma prima di Canne, ed è significativo che non sia una sconfitta in battaglia ma una trappola di terreno: i Sanniti vinsero facendo quello che sapevano fare meglio.

Come finisce

I Sanniti persero, entrarono nel sistema romano e per due secoli combatterono nei suoi eserciti. Poi, nel 90 a.C., furono il nerbo della Guerra Sociale, l’ultima rivolta italica contro Roma — combattuta, questa volta, con l’organizzazione imparata da Roma. Chi ti insegna a combattere è anche chi saprà combatterti.

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