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Qui si fa l’Italia o si muore — Calatafimi (XIX0050)

Codice: XIX0050 Categoria:

Stampa d’arte militare ottocentesca originale di Giuseppe Rava: Calatafimi, 15 maggio 1860 — Garibaldi e i Mille all’assalto delle alture borboniche, primo scontro della spedizione. Edizione limitata, firmata a mano, formato SRA3. Spedizione mondiale.

Fascia di prezzo: da €23,00 a €450,00

Calatafimi, 15 maggio 1860: «Qui si fa l’Italia o si muore»

Dodici giorni dopo la partenza da Quarto con mille volontari, Giuseppe Garibaldi combatté in Sicilia il primo scontro della spedizione dei Mille, contro un reparto borbonico attestato sulle alture sopra Calatafimi. La frase che gli viene attribuita durante l’assalto era rivolta a Nino Bixio, e fotografa esattamente la situazione: la spedizione non aveva una linea di ritirata.

I Mille

I volontari che lasciarono Quarto nella notte del 5 maggio 1860 non erano soldati. Erano studenti, avvocati, medici, artigiani ed esuli, in gran parte lombardi, veneti e liguri, con qualche veterano del 1848-49 fra loro. Si imbarcarono su due piroscafi requisiti, il Piemonte e il Lombardo, armati per lo più di fucili ad anima liscia ormai superati, acquistati o rimediati, e vestiti con quello che avevano: la camicia rossa, adottata anni prima in Sud America, era l’unica cosa che somigliasse a un’uniforme.

La battaglia

A Calatafimi circa 1.100 garibaldini, affiancati dai picciotti siciliani, attaccarono circa duemila regolari napoletani schierati sui terrazzamenti soprastanti. L’assalto fu condotto in salita, terrazza dopo terrazza, in gran parte alla baionetta perché le munizioni scarseggiavano. Il comandante borbonico, convinto di avere di fronte forze molto superiori e non volendo rischiare i propri reparti, ripiegò verso Palermo. Fu uno scontro piccolo per gli standard europei e decisivo in misura del tutto sproporzionata: la Sicilia concluse che i Borbone potevano essere battuti, e l’isola insorse.

Da Calatafimi al Regno

Palermo cadde a fine maggio, Milazzo in luglio, Napoli il 7 settembre. In ottobre Garibaldi incontrò Vittorio Emanuele II a Teano e gli consegnò il Mezzogiorno conquistato, poi si ritirò a Caprera senza accettare titoli, gradi o ricompense. Il Regno d’Italia fu proclamato il 17 marzo 1861.

L’opera originale di Giuseppe Rava

Giuseppe Rava ricostruisce i garibaldini come apparivano davvero su quel pendio: la camicia rossa indossata sopra abiti civili, cappelli molli e chepì senza un modello comune, la mescolanza di fucili militari e armi da caccia, i picciotti siciliani al loro fianco. I regolari napoletani di fronte sono resi nell’uniforme regolamentare dell’esercito borbonico, che sul piano dell’equipaggiamento era la parte meglio armata.

Stampa fine art in edizione limitata, firmata a mano dall’artista, formato SRA3 su carta fine art. Spedizione in tutto il mondo.

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