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I Lancieri di Novara a Pozzuolo del Friuli, 1917 (XX0096)

Codice: XX0096 Categoria:

I Lancieri di Novara a Pozzuolo del Friuli, ottobre 1917: un reggimento più antico dell’Italia unita, e un’arma che era già sopravvissuta alla propria lancia.

Fascia di prezzo: da €23,00 a €490,00

I Lancieri di Novara a Pozzuolo del Friuli, 1917

I Lancieri di Novara combatterono accanto al Genova Cavalleria nella stessa azione di due giorni a Pozzuolo del Friuli, il 29 e 30 ottobre 1917. Se del Genova si ricorda la carica, la parte dei Novara in quelle ore racconta soprattutto che cosa fosse diventato un reggimento di lancieri al quarto anno di una guerra industriale.

Un reggimento più antico dell’Italia

Costituito nel 1828 nell’esercito del Regno di Sardegna, il reggimento Lancieri di Novara precede di oltre trent’anni lo Stato italiano unitario. Reparti di questo tipo portavano con sé una memoria istituzionale propria, tradizioni di reclutamento proprie e una reputazione propria: è la ragione per cui i reggimenti di cavalleria italiani si ricordano uno per uno e non come un’arma sola.

La lancia, e quando smise di contare

La lancia era stata reintrodotta nelle cavallerie europee dell’Ottocento come arma d’urto contro la fanteria non scompaginata. Contro fucili a ripetizione e mitragliatrici era inutile, e nel 1917 i reggimenti lancieri italiani combattevano ormai in gran parte appiedati, usando i cavalli per raggiungere in fretta una posizione e battendosi poi a terra con il moschetto. Il nome del reparto sopravvisse a lungo all’arma da cui derivava.

Due reggimenti, una sola azione

Pozzuolo fu combattuta casa per casa e siepe per siepe, con i due reggimenti a tenere settori contigui della stessa posizione. Il compito era identico per entrambi: obbligare le colonne in avanzata a fermarsi, schierarsi e combattere, ritardandole quanto bastava perché l’esercito in ritirata attraversasse il Tagliamento. Entrambi i reggimenti vi si consumarono.

Come si giudica una retroguardia

A una retroguardia non si chiede di vincere, e il suo successo non si misura nel terreno tenuto: Pozzuolo fu perduta, come previsto. Si misura nelle ore imposte al nemico, e in ciò che quelle ore permettono altrove. È una cosa insolita da commemorare, ed è il motivo per cui azioni come questa occupano un posto particolare nella memoria della cavalleria italiana.

Gli ultimi anni del cavallo

I reggimenti di cavalleria italiani erano ancora montati nella Seconda guerra mondiale, e reparti italiani condussero alcune delle ultime cariche di cavalleria della storia europea sul fronte orientale. Pozzuolo si colloca vicino alla fine di una tradizione istituzionale lunghissima, nel punto in cui la sua utilità residua — muoversi in fretta su terreno rotto, in una situazione che aveva smesso di essere un fronte stabile — tornò per poco a contare.

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