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La carica di Pozzuolo del Friuli, 1917: Genova Cavalleria (XX0082)

Codice: XX0082 Categoria:

Il Genova Cavalleria a Pozzuolo del Friuli, ottobre 1917: un’azione di retroguardia combattuta per guadagnare ore ai ponti del Tagliamento durante la ritirata di Caporetto.

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Pozzuolo del Friuli, 1917: una carica per comprare tempo

Il 29 e 30 ottobre 1917 l’esercito italiano era in piena ritirata dall’Isonzo dopo lo sfondamento di Caporetto. Centinaia di migliaia di uomini e i loro trasporti convergevano sui ponti del Tagliamento, e se le forze austro-tedesche avessero raggiunto quei passaggi per prime la ritirata sarebbe diventata una rotta. A Pozzuolo del Friuli due reggimenti di cavalleria ricevettero l’ordine di tenere la linea quanto bastava perché le colonne passassero.

Perché la cavalleria, nel 1917

Al quarto anno di guerra la cavalleria a cavallo era stata resa obsoleta sui fronti statici da mitragliatrici e reticolati. Ma la ritirata da Caporetto non era un fronte statico: era campagna aperta, catena di comando in dissoluzione, e necessità di portare in fretta forze limitate su punti che stavano per essere perduti. I cavalli potevano ancora farlo più velocemente di qualsiasi altro mezzo disponibile. Pozzuolo è una delle rarissime occasioni della Prima guerra mondiale in cui la cavalleria europea fu impiegata come cavalleria, per la ragione stessa per cui esisteva.

Il Genova Cavalleria

Il Genova Cavalleria, costituito nel 1683, combatté appiedato dentro il paese e caricò a cavallo dove il terreno lo consentiva. Il reggimento si battè per tutto il pomeriggio e fino al mattino successivo contro forze largamente superiori, in un abitato conteso casa per casa.

Una battaglia che si misura in ore, non in terreno

L’obiettivo non fu mai tenere Pozzuolo. Era costringere il nemico a fermarsi, schierarsi e combattere per prenderla — e guadagnare così un tempo che al Tagliamento si contava in ore. Su questo metro l’azione riuscì: il ritardo imposto bastò alle colonne in ritirata per completare l’attraversamento. Il paese andò perduto, come era scontato che fosse.

Il costo

Entrambi i reggimenti impegnati a Pozzuolo — il Genova Cavalleria e i Lancieri di Novara — subirono perdite gravissime in uomini e cavalli, e di fatto cessarono di esistere come formazioni per il resto della campagna. Le azioni di retroguardia sono fra le cose più costose che un esercito possa chiedere a un reparto, proprio perché il successo si definisce con il ritardo ottenuto e non con la sopravvivenza.

Dopo il Tagliamento

La ritirata non si fermò al Tagliamento: l’esercito italiano ripiegò ancora, fino al Piave, dove il fronte si stabilizzò nel novembre 1917. L’esercito che si riorganizzò su quel fiume fu ricostituito e riequipaggiato nell’anno successivo, e fu quella forza a rompere la linea austro-ungarica a Vittorio Veneto dodici mesi dopo.

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