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Leonida alle Termopili (GRE0006)

Codice: GRE0006 Categoria:

Stampa d’arte militare greca originale di Giuseppe Rava: la battaglia delle Termopili, 480 a.C. — Leonida e i trecento spartani tengono il passo contro l’invasione di Serse. Edizione limitata, firmata a mano, formato SRA3. Spedizione mondiale.

Fascia di prezzo: da €23,00 a €70,00

La battaglia delle Termopili, 480 a.C.: tre giorni che definirono l’Occidente

Agosto del 480 a.C. Uno stretto passo costiero della Grecia centrale, schiacciato fra le rupi del monte Callidromo e le acque del golfo Maliaco. Qui Leonida I, re di Sparta, si schiera con trecento spartiati e alcune migliaia di alleati greci contro il più grande esercito d’invasione che il mondo antico avesse mai messo in campo. Serse I ha attraversato l’Ellesponto con truppe raccolte da ogni provincia dell’impero persiano, e il passo delle Termopili è l’unica strada verso il cuore della Grecia.

Perché quel passo era decisivo

Le Termopili non furono scelte per gloria ma per geometria. Nel punto più stretto la via correva per appena una quindicina di metri, e in quello spazio la superiorità numerica persiana non contava nulla. Una falange oplitica, scudi serrati e lance abbassate, poteva tenere un fronte largo quanto sé stessa. Per due giorni interi i Greci fecero esattamente questo, respingendo assalto dopo assalto, compresa la carica degli Immortali di Serse.

Il tradimento del sentiero dell’Anopea

Il passo fu aggirato, non sfondato. Un uomo del posto, Efialte, guidò una colonna persiana lungo una mulattiera di montagna che sbucava alle spalle dello schieramento greco. Avvertito all’alba, Leonida congedò il grosso dei contingenti alleati e rimase con gli spartani, settecento tespiesi e un reparto tebano. Non fu disperazione ma calcolo: una retroguardia che combatte compra all’esercito in ritirata la sua salvezza, e alla Grecia il tempo che le serviva.

L’ultima resistenza

Circondati sulla bassa collina di Kolonos, i superstiti combatterono con le lance spezzate, poi con le spade, poi con le mani e con i denti. Leonida cadde nella mischia e gli spartani si batterono due volte sul suo corpo per recuperarlo. Erodoto racconta che i caduti furono sepolti dove erano morti, sotto l’epitaffio di Simonide: due versi che dicono al passante che lì giacciono gli spartani, obbedienti agli ordini ricevuti.

Le conseguenze

Le Termopili furono una sconfitta tattica e un regalo strategico. Il ritardo permise alla flotta greca di sganciarsi ad Artemisio e riorganizzarsi, preparando l’annientamento della marina persiana a Salamina poche settimane dopo e la vittoria terrestre definitiva a Platea nel 479 a.C. Nel giro di un anno l’invasione era crollata. Quei tre giorni nel passo diventarono il racconto fondativo della resistenza greca e, attraverso Erodoto, una delle immagini più durature della memoria occidentale.

L’opera originale di Giuseppe Rava

Giuseppe Rava ricostruisce il passo come lo descrivono le fonti e l’archeologia: l’hoplon rivestito di bronzo, l’elmo corinzio con i paragnatidi chiusi, il mantello cremisi dello spartiate, la calca di una falange che combatte in uno spazio troppo angusto per manovrare. Ogni dettaglio di armi e armature deriva da reperti superstiti e da raffigurazioni d’epoca, non dalla convenzione cinematografica.

Stampa fine art in edizione limitata, firmata a mano dall’artista, formato SRA3 su carta fine art. Spedizione in tutto il mondo.

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